In cosa consiste?

La proposta sul Car Sharing stabilisce che i Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti, generalmente caratterizzati da alta intensità di traffico veicolare ed elevati livelli di inquinamento, in sede di formazione degli strumenti urbanistici generali e di programmazione territoriale o di revisione di quelli vigenti, devono prevedere che almeno il 3% dell’intera superficie delle aree a parcheggio pubblico sia destinata all’installazione di impianti di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ad uso collettivo (car sharing elettrico).

Gli impianti di ricarica sono da dislocarsi preferibilmente in aree pubbliche in prossimità di:

  • attività commerciali,
  • terziarie
  • produttive
  • località turistiche
  • aree interessate dalla presenza di punti di scambio intermodale.

I Comuni, attraverso avvisi pubblici, possono attivare, anche in via sperimentale, il servizio a spese degli operatori affidatari.

Linee di indirizzo

Sono individuate linee di indirizzo per il Car Sharing sui criteri preferenziali che i Comuni possono adottare in sede di valutazione delle proposte progettuali:

  • Possibilità di accesso al servizio di ricarica anche ai veicoli privati registrati al servizio
  • Utilizzo delle postazioni di ricarica come access point di una rete wireless gratuita
  • Realizzazione presso i punti di ricarica di totem con pulsante SOS e vani contenenti defibrillatori
  • Accesso, presso i punti di ricarica, a servizi di informazione turistica e culturale).

La normativa nazionale

La normativa nazionale sostiene lo sviluppo della mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive.

In tal modo favorisce la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica e la sperimentazione e la diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni complessive.

Inoltre, la normativa nazionale ha disposto che le infrastrutture, anche private, destinate alla ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica costituiscono opere di urbanizzazione primaria realizzabili in tutto il territorio comunale.

Contributi a fondo perduto

Oltre a questa legge in sede di Bilancio il Consiglio regionale ha approvato un mio emendamento sui contributi a fondo perduto

Questi saranno destinati all’acquisto e alll’installazione di punti di ricarica domestica per veicoli elettrici alimentati da fonte rinnovabile, attraverso uno stanziamento di euro 50 mila.

Con deliberazione della Giunta regionale 11 luglio 2017, n. 1141 sono stabilite le modalità per l’accesso e l’erogazione dei contributi a fondo perduto fino all’80 per cento delle spese, IVA compresa, fino a un massimo di euro 1.500 per ciascun intervento ammesso a favore di privati cittadini.

Con D.D. 38/2017 è stato adottato l’avviso pubblico.